(pubblicato da www.torino2006.org, 5 Gen 2006)

Federica Faiella e Massimo Scali: considerazioni di metà stagione

24 anni lei, 26 anni lui, Federica Faiella e Massimo Scali sono romani di nascita, ma da quasi cinque anni pattinano a Milano. Dopo buoni risultati a livello junior con altri partner (Federica fu 2°ai mondiali junior con Luciano Milo, Massimo 4° con Flavia Ottaviani) dal 2001 formano una coppia affiatata ed in ascesa. Il debutto competitivo del duo risale al 2002, quando furono 12° agli europei, 18° alle Olimpiadi, 16° ai mondiali. I migliori risultati ad oggi, quelli del 2005: 5° all'europeo e 9° al mondiale, piazzamenti prestigiosi che sono valsi all'Italia due posti in questa disciplina nelle maggiori competizioni della stagione ora in corso.
Hanno iniziato a pattinare a Roma sotto la guida dei coniugi Bianchi/Rizzo che li hanno seguiti nel loro trasferimento milanese. Dallo scorso anno però si sono affidati all'esperto team di Paola Mezzadri e Roberto Pelizzola ed i risultati, sia a livello tecnico che artistico, non stanno tardando.


Solari, intensi, appassionati, hanno conquistato schiere di ammiratori fin dal loro debutto.
Li ritroviamo adesso, alla vigilia del campionato nazionale, e con loro tracciamo un percorso che va dalle prime gare di questa stagione a quelle più importanti che ancora devono affrontare.

Com'è stato il vostro inizio di stagione? Come affrontate i nazionali?
“Abbiamo iniziato la stagione bene con la prima nazionale a Torino, poi è vero, alla Coppa di Cina abbiamo avuto un problema a un pattino che ha segnato la nostra performance, ed in Francia al Trofeo Bompard eravamo reduci da un infortunio, però anche se non proprio nelle condizioni migliori siamo arrivati comunque sul podio. Insomma, tutto considerato, non è andata male. Per il resto della stagione siamo decisamente ottimisti”.

Avete ritoccato i programmi per prepararvi alle prossime gare?
“Quando abbiamo visto, dai risultati in Grand Prix, che i nostri livelli negli elementi della danza originale venivano riconosciuti come bassi, ci abbiamo lavorato molto: a parte i pezzi ballati, l'abbiamo praticamente rifatta. Per il libero invece ci siamo concentrati in particolare sugli elementi che ci davano qualche problema, abbiamo migliorato i fili, i sollevamenti, pur mantenendo gli elementi scelti. Possiamo dire di averlo rifinito”.

Vi apprestate a vivere un periodo molto intenso: dopo i nazionali ci saranno gli Europei a Lione, e finalmente le Olimpiadi. come vi preparate anche psicologicamente all'evento? Avete imparato qualcosa dall’ esperienza di Salt Lake City che pensate vi sarà utile a Torino ?
“A Salt Lake City ci siamo trovati catapultati lì nel mezzo, quasi non capivamo cosa ci succedeva intorno. Da allora la cosa più importante che abbiamo imparato è a controllare maggiormente le nostre emozioni, questo sarà importantissimo. Siamo stati felici di vivere gli europei di Torino 2005 nella stessa pista, è stato anche quello un bel test. Però è difficile confrontare le Olimpiadi con qualsiasi altra gara, sono così "strane"... le possiamo solo prendere come vengono, impegnandoci al massimo.”

In un’arena infuocata, come sarà quella del Palavela di Torino, dove per la danza molte coppie si contenderanno non solo il titolo, ma addirittura tutte le tre medaglie a disposizione, Massimo e Federica hanno la possibilità di esprimersi al meglio e il fatto di non avere alcuna pressione è per loro un vantaggio: “Il nostro impegno è dare il meglio di noi ed emozionare il pubblico, per il resto siamo molto sereni”.

Paola Occhipinti Melania Resnigo